Con l’avvicinarsi della stagione estiva diventa sempre più pressante il bisogno di trovare una soluzione al caldo torrido. I tradizionali condizionatori d’aria, però, hanno costi elevati e presentano numerosi svantaggi, specie per la nostra salute. Come fare, dunque, per risolvere questo problema? Una soluzione economica ed ecologica è rappresentata dal raffrescatore evaporativo. Ma cos’è? E come funziona? In questo articolo scopriremo insieme tutto ciò che c’è da sapere su questi impianti di raffreddamento che Syner Progetti, con la sua esperienza pluriennale nel settore, offre in risposta a innumerevoli esigenze e necessità.

Che cos’è un raffrescatore evaporativo?

Come suggerisce il nome, i raffrescatori evaporativi sono strumenti utili per rinfrescare sia ambienti di piccole e medie dimensioni sia aree più estese come, per esempio, capannoni e magazzini, chiese, ristoranti, ecc…

Il raffrescamento evaporativo è un metodo utilizzato, per la sua efficacia, fin dai tempi più antichi: era già presente nelle case romane, che possedevano piscine ornamentali con lo scopo di raffreddare l’ambiente.

Possiamo considerare il raffrescatore evaporativo come una sorta di scambiatore di calore che sfrutta la notevole capacità dell’acqua di abbassare la temperatura (si pensi al radiatore di une vettura). Al suo interno è presente una ventola che genera un flusso d’aria fresca simile a una brezza marina, senza però inumidire l’ambiente. L’acqua viene inserita in una tanica interna al raffrescatore, dotata di elevata capienza in modo tale da permettere il funzionamento del dispositivo anche per diverse ore. È altresì possibile collegare i raffrescatori direttamente alla rete idrica. I raffrescatori non rendono l’aria troppo secca (al contrario di ciò che succede nei più comuni condizionatori) né troppo umida, contribuendo così a mantenere l’ambiente fresco, salubre e naturale.

Come abbiamo visto nel nostro articolo “Raffrescatori industriali: perché scegliere proprio quelli adiabatici?”, questo tipo di impianto di raffreddamento possiede il vantaggio di richiedere bassi costi d’acquisto e di gestione, oltre alla immediata applicabilità rappresentando una delle soluzioni più economiche sul mercato. Il raffrescatore evaporativo, inoltre, presenta un basso impatto ambientale perché non prevede l’utilizzo di gas refrigeranti o altre sostanze chimiche dannose per l’ambiente e, infine, garantisce un’elevata efficienza, permettendo il raffreddamento di ambienti più o meno estesi anche con le temperature elevate tipiche dei mesi estivi.

Come funziona un raffrescatore evaporativo?

Come abbiamo anticipato, il funzionamento dei raffrescatori evaporativi si basa sulla presenza di una ventola interna che funziona in maniera molto simile a quella dei classici ventilatori ma, oltre a spostare l’aria producendo così un senso di frescura, immette nell’ambiente un flusso d’aria dalla temperatura più bassa rispetto ai ventilatori classici.

Possiamo sintetizzare il funzionamento dei raffrescatori evaporativi in tre fasi:

  1. L’aria calda viene eliminata dagli ambienti, così da generare un’immediata sensazione di benessere;
  2. Dopo il primo rapido ricambio dell’aria, la temperatura viene abbassata grazie alla produzione di un flusso d’aria fresca continuo, possibile attraverso il passaggio dell’aria in un sistema alveolare cellule aperte (realizzato con una struttura a nido d’ape in pura cellulosa di elevato spessore) in cui scorre l’acqua che trattiene il calore. Tutto ciò fa sì che la ventola, con il suo movimento costante, dia il via al ad un blando processo di evaporazione. Si garantisce così la massima respirabilità, grazie all’apporto continuo di aria fresca dal ventilatore; lo stesso giro d’aria indotto dalla ventola, impedisce depositi di umidità.
  3. A regime, l’aria calda viene continuamente sostituita da nuova aria fresca, con un conseguente continuo mantenimento della temperatura;

L’intero processo nasce dal fatto che l’energia in gioco nel sistema è composta da quella dall’aria: il cosiddetto calore sensibile (cioè quello che percepiamo e che possiamo misurare attraverso la temperatura dell’aria), e dal calore latente di evaporazione, cioè l’energia necessaria all’evaporazione dell’acqua (cambiamento di fase). L’abbassamento della temperatura in seguito all’evaporazione è dovuto allo scambio di energia tra acqua e aria: il calore necessario per fare in modo che l’acqua si trasformi in vapore viene sottratto all’aria che, in questo modo, si raffredda senza bisogno di energia esterna.

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto più nel dettaglio cos’è il raffrescatore evaporativo e come funziona: sfruttando la semplice evaporazione dell’acqua, consente di sostituire l’aria calda con quella fresca, garantendo un raffreddamento dell’ambiente efficace e duraturo, con un minimo consumo energetico.

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